BIOGRAFIA

Posted by Lara
In Senza categoria
28Nov 07

2003 primi approcci con moto e pista con Aprilia RS250 

 

2004 Trofeo Italiano Motocicliste con Yamaha YZF-R6 

 

2005 Trofeo Italiano Motocicliste con Yamaha YZF-R6 

 

2006 Trofeo Italiano Motocicliste con Kawasaki ZX-6rr e Benelli TnT

           European Women’s Cup a Rijeka

 

2007 Campionato Italiano Motocicliste con Benelli Tornado 1130 (1° posto

          Sound of Thunder International ad Assen                       LadiesCup1000)

 

2008 Campionato Italiano Motocicliste con MV Agusta F4 1000

          European Women’s Championship (Vicecampionessa Stock1000)

          Sound of Thunder International ad Assen

 

 

 La mia storia

 

Non sono figlia di piloti, né di grandi amanti dei motori. Però è bastato un attimo, è stato sufficiente salire su quella Peg Perego elettrica a 5 anni per capire quale sarebbe stato il mio mondo. Ci sono bambini che giocano con le costruzioni, quelli che puntano il calcio, io no, ero affascinata da quel trabiccolo (prima a tre ruote, poi l’evoluzione a due) che mi portava a spasso. Dovevate vedermi quando, pestando il pedale al massimo, sgommavo con le sue ruote di plastica sulle piastrelle di casa, o quando mi lanciavo giù dalle discese in cemento per trovare finalmente la velocità, l’elemento che tanto mi appassiona.
Nel periodo che va da quando quella motoretta è diventata troppo piccola per me a quando ho raggiunto l’ “età del motorino”, il discorso motori è rimasto un tabù. Il motociclismo non era pubblicizzato come ora, e se non eri del campo non potevi neanche essere coinvolto da tutte quelle minimoto che adesso vengono commercializzate come il pane. Mi rimanevano così la mia bici (con la quale immaginavo di fare cross, facendomi sempre del gran male) e i miei cavalli (con i quali ho provato a buttarmi nel mondo delle corse ma mia madre me l’ha impedito perché diceva essere troppo pericoloso per una bambina).

lara_varie_005.jpg

A 16 anni, quando ho avuto la necessità di comprarmi un motorino, non ho avuto dubbi nell’acquisto: volevo l’Aprilia RS 50, volevo finalmente una moto.
Quando me l’hanno scaricata davanti a casa, la prima domanda è stata: “bene, come si accende?”.
Non avevo mai guidato neanche uno scooter, non sapevo niente sulle marce, ma quell’affarino nero è diventato da subito la mia più grande amica. Un po’ lo zio, un po’ il papà, un po’ di “ma sì, dovrebbe essere che schiacci o su o giù” e la mia avventura ha inizio. Passa pochissimo tempo e già mi trovo a fare il giro del Lago di Garda salutando i gruppi di quelle bellissime moto (era l’epoca della neonata R6 blu) di cui già mi sentivo parte.

A 17 anni scopro che la patente, a differenza di quello che insisteva a farmi credere mio padre, si può prendere anche prima dei 21 anni. Inutile dire che mi sono precipitata e a tempo record ho guadagnato il mitico tesserino rosa, che non mi è servito però a molto, ammettiamolo. L’anno dopo oltre alla patente della macchina ho fatto l’esame per la patente A2, e finalmente avevo le basi per la prima “vera moto” anche se depotenziata.
Con uno sforzo incredibile per convincere i miei genitori, ricorrendo anche ai nonni (che hanno contribuito) e agli zii, è arrivata l’ Aprilia RS 250, il mio amore più grande.

Il mio approccio con il 250 per strada è durato la bellezza di 7 km: non sono neanche riuscita ad arrivare al primo distributore che mi hanno ritirato la patente tre mesi: la velocità la causa di tutto. Ho capito che dovevo prendere un’altra via e ho iniziato a cercare informazioni sulla pista, quell’essere sconosciuto che ho sentito nominare da qualche motociclista nei miei giri col 50.
Così ho aperto un giornale, ho letto la prima uscita in programma e ho prenotato: era a Ledenon. Non sapevo neanche dove fosse, ma del resto non sapevo neanche dove esistessero le piste. A dirla tutta non sapevo neanche guidare quella moto, ma ho voluto partire lo stesso. Al mio fianco mia madre, che piuttosto di abbandonarmi a fare qualche casino ha preferito portarmi col furgone del papà in quella lontanissima destinazione. Là ho trovato un motociclista che mi ha aiutato tantissimo e che mi ha detto : “se esci salva da questa pista, poi non avrai più problemi”, aveva ragione.

lara_story2.jpg

La mia carriera motociclistica inizia da qui: ho 18 anni, un 250 mai guidato, siamo ad Ottobre e varco la soglia del circuito. La successiva uscita in pista è a Febbraio e lì ci vado con tanti amici che ho conosciuto nel frattempo che mi insegnano come si guida. La terza volta, qualche settimana dopo, gratto sia le saponette che le pedane: ho già superato quella linea immaginaria del limite strada-pista e inizio ad accelerare. Quando torna il mese di Ottobre, siamo nel 2003, è trascorso solo un anno ma ormai il 250 “mi sta stretto”: ho già grattato anche il gomito, ho imparato a guidare forte e in più ho sempre quella voglia di gareggiare con chi mi sta davanti. C’è solo una cosa che mi frulla in testa: voglio correre.
Nello stesso momento nasce il primo Trofeo Italiano femminile, e mi iscrivo al volo.
Il 250 non è ammesso, quindi compro un’ R6 usata e dopo averla provata solo una volta a Misano, mi presento in griglia di partenza.

lara_2004_07.jpg

È il 2004 e dopo solo un anno di 250 e un giorno con l’R6, cominciano le mie gare.
Tutto bene all’inizio, le prestazioni ci sono e inizio a farmi valere. Ben presto entro però nella dura realtà: non ho sponsor che mi supportino, non ho persone che mi aiutino direttamente e scendo alle gare da sola (guido il furgone, mi cambio le gomme..) ; inoltre sto crescendo e arrivano i primi problemi, soprattutto per il fatto che ho sempre cercato di essere indipendente. La mia passione non mi fa mollare e mi iscrivo al Trofeo anche nel 2005, ma è difficile portare a termine il campionato da sola ed inizio a deconcentrarmi: guido male e calo le prestazioni. E’ un brutto momento psicologicamente per me, un anno molto difficile da sopportare in tutti i campi. Ma le corse sono tutta la mia vita e non le abbandono, anche se so di avere le ali spezzate.

lara_2004_02.jpg

Poi il 2006 è l’anno della rivincita. Il team manager del Flaz racing team crede in me e mi prende sotto la sua protezione: inizio a correre di nuovo, col cuore e con tutto l’impegno possibile. Torno a divertirmi sul serio, come quando usavo il 250. Finalmente io e la mia passione possiamo esprimerci come un tempo, e torno ad essere competitiva. Inoltre realizzo il sogno nel cassetto di tanti anni fa e inizio a lavorare nel campo delle moto come tester per delle riviste specializzate.
Il racconto della mia storia lo faccio arrivare fino a qui, all’ultima gara del Campionato Italiano Femminile 2006, dove mi sono presentata in griglia di partenza con una Benelli ufficiale; perchè questo non è un lieto fine, ma un lieto inizio per una nuova pagina della mia carriera.

lara_2006_16.jpg

Attualmente sono infatti impegnata in modo attivo in questo mondo come pilota (vicecampionessa europea), istruttrice di guida in pista, team coordinator nel Mondiale Superbike, tester e redattrice di articoli (su canali televisivi, riviste e siti internet) di varie argomentazioni ma perlopiù a carattere agonistico-sportivo, che ho scoperto essere la mia passione più grande. Perchè è inutile girarci attorno: ognuno con una passione vera ci nasce, sta poi al tempo e all’ambiente dargli la possibilità di conoscerla e coltivarla.


Subscribe to RSS

  • Get the Flash Player to see the slideshow.
  •  

    Novembre 2008
    L M M G V S D
    « Ott    
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930

Syndicate